dal diario di Anna Frank

Martedì 7 marzo 1944 Cara Kitty, […] di sera, quando me ne sto a letto e concludo le preghiere con le parole “Ringrazio per tutte le cose buone, care e belle”, tra me e me gioisco, penso che è una “buona” cosa che siamo nascosti, che io stia bene di...

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Ho scelto la vita

Nell’ultimo lager, non si lavorava più, non si mangiava quasi mai, non sentivamo più niente. Se non fosse finita la guerra non ci sarebbe stato bisogno di ucciderci perché saremmo morte di debolezza. Ma in questo campo successe una cosa straordinaria. Era piccolo, e al di là del filo spinato...

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Il giardino bioenergetico: uno spazio sacro per la salute

Potremmo immaginare un giardino bioenergetico come il teatro di una silenziosa melodia vegetale, dove gli alberi e le piante sono gli “strumenti energetici” della composizione e le cellule dell’organismo gli incantati ascoltatori. C’è qualcosa di fortemente prezioso in queste conoscenze, che va al di là del semplice valore estetico del...

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Le voci del bosco, il pioppo

Il più sfortunato degli alberi è il pioppo. Egli appartiene, come socio fondatore, alla sterminata categoria dei disgraziate che popolano la terra, a quel vasto numero di persone che non hanno alcun pregio e neanche la salute. Dispone di pochissime qualità, il pioppo, e con il suo legno non puoi...

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Le voci del bosco, il pero

Dove l’uomo costruiva la sua casa, prima o dopo arrivavano il pero e il melo. Per loro i nostri vecchi nutrivano un sacro rispetto. Tagliavano spesso il ciliegio, ma il melo e il pero quasi mai. Nelle parche mense dei montanari le pere e le mele avevano molta importanza. E...

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Le voci del bosco, la betulla

Di notte, quando le tenebre sono più fitte e tutte le bestie dormono, nel bosco s’avvertono furtivi rumori. Faggi, pioppi, pini e altri alberi si muovono agitando le fronde. Vorrebbero avvicinarsi alla bella signora, per godere un poco della sua compagnia. Gli unici che partecipano al corteggiamento sono il maggiociondolo...

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Le voci del bosco, l’abete bianco

Nei nostri boschi, l’albero possente, il signore del castello per il quale tutti nutrono grande rispetto è l’abete bianco. E’ il vecchio protettore, colui che dal suo eremo, raggiunta l’età della saggezza, controlla tutto e tutti. Anche il nome, sereno e pacifico, lo aiuta. Avrebbe potuto chiamarsi in altro modo,...

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Le voci del bosco, Erto

Voglio raccontare del bosco di Erto perché mi ha visto crescere e io l’ho visto crescere, e perché è un bosco che ha sofferto da sempre. Non ha avuto la vita facile di altri suoi fratelli, non è nato e vissuto in un dolce pendio ma nel ripido, nell’erto appunto....

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Il tempo del legno

Ho Atteso Il tempo del legno, per chiedere permesso a Dio -colui o colei che non ha nome e non ha forma– qui dove ha saputo tollerare le mani di un vecchio uomo che hanno rimosso la storia delle stagioni. Sono precipitato dentro la conta del bosco, ho seduto e...

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aurora marina

Della rosa

La rosa non cercava l’aurora: quasi eterna sul ramo, cercava altra cosa. La rosa non cercava né scienza né ombra: soglia tra carne e sogno, cercava altra cosa. La rosa non cercava la rosa: immobile nel cielo, cercava altra cosa. Federico Garcia Lorca “Della rosa” Federico Garcia Lorca nasce a...

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