Che belle quelle uscite nel silenzio!

Che belle quelle uscite nel silenzio! La steppa sterminata come il mare, erbe che sospirano, fruscii di formiche pianto ondeggiante di zanzare. Cumuli di nuvole si sono allineati e dileguano, come un vulcano sul vulcano. Tace la steppa sterminata e fradicia, ondeggia, trascina, sospinge. La nebbia come mare ci sommerge,...

Continua a leggere

Le radici del cielo

Una straordinaria vegetazione di piume copriva la palude a perdita d’occhio, e sotto le nubi immobili e pesanti creava un secondo cielo, più vicino, vivo e immenso, che pareva aver trionfato del vuoto dell’altro. Rondini, cicogne, aironi, gabbiani, tutta le vecchia Europa alata dei casolari e dei pescatori pareva essersi...

Continua a leggere

Il pioppo nell’azzurro

Il pioppo nell’azzurro è un vivo tremolio di grigio e argento; fa in mezzo ai rami il vento lento sussurro. Per la marea dorata delle messi, olmi e noci hanno sembianza grave; la lontananza brilla infiammata. Rosseggia il cascinale fra pianta e pianta; il muricciuol di creta piove una larva...

Continua a leggere

E’ l’ora in cui tra i rami si sente

È l’ora in cui tra i rami si sente la nota acuta dell’usignolo: è l’ora in cui le promesse degli amanti sono dolci in ogni parola sussurrata e i venti lievi e le acque vicine sono musica all’orecchio solitario. Molle rugiada ha bagnato ogni fiore E in cielo sono spuntate...

Continua a leggere

La passeggiata

La strada e il terreno boscoso somigliavano a un tappeto. Là dentro c’era il silenzio come in un’anima felice, come in un tempio, in un castello fatato o in un fantastico palazzo di fiaba[…]. Tutto nella selva era così solenne che nell’animo del sensibile viandante sorgevano, come spontanee, mirabili immaginazioni....

Continua a leggere

Sogno di maggio

Mi sembrava che fosse maggio, saranno ora cinque anni, o forse più: sognavo d’essere nel mese di maggio, nella stagione dell’amore e della gioia; nella stagione in cui tutto si rallegra, perché non si vede cespuglio né siepe che a maggio non voglia ornarsi e rivestirsi di foglie novelle. Riprendono...

Continua a leggere

La gioia perfetta

Come triste il giorno di maggio dentro il vicolo povero e solo! di tanto sole neppure un raggio: con tante rondini, neanche un volo… Pure, c’era in quello squallore, in quell’uggia greve e amara, un profumo di cielo in fiore, un barlume di gioia chiara. C’erano… c’erano tante rose affacciate...

Continua a leggere

Questa volta

La primavera, che un giorno apparve col suo seguito nel mio giardino s’alzò chiassosa nell’abbondanza d’innumeri petali, nel melograno, nelle campanule, nelle nuove foglie, di foresta in foresta: con i suoi molteplici baci turbò l’azzurro del cielo: fece poi ritorno silenziosa nel mio eremo deserto: senza battere ciglio rimane ferma,...

Continua a leggere

L’orto di un perdigiorno

APRILE Dall’acacia, fino al giorno prima spoglia di gemme, sono spuntati nuovi getti fra le spine brune: hanno forato il legno, sconfitto la morte apparente. […]Sono tanti gli annunci di vita: l’acero campestre ha corimbi di fiori verdognoli prima ancora delle foglie, le gemme grandi rivestite di squame oblunghe, rosee...

Continua a leggere

Gigli

Ho colto gigli splendidi e profumati, pudicamente chiusi, come una schiera di fanciulle innocenti. Dai tremuli petali, bagnati di rugiada ho bevuto profumo, felicità, pace. Il cuore batteva e tremava, come per un dolore, i pallidi fiori dondolavano la corolla di nuovo sognavo quella lontana libertà, quel paese dove sono...

Continua a leggere