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24 giugno: per tradizione si raccoglie l’iperico, l’Erba di San Giovanni

Iperico – Hypericum perforatum
L’iperico (o erba di San Giovanni) è una pianta erbacea dai caratteristici fiori gialli raccolti in corimbi. Le foglie sono ovali opposte, quelle più alte sono più piccole. Il suo nome botanico è Hypericum perforatum. Cresce ovunque anche se predilige boschi radi e luminosi, posizioni soleggiate e asciutte come campi abbandonati ed ambienti rurali.
L’iperico raggiunge la fioritura massima durante il solstizio d’estate e il giorno più propizio per la raccolta è il 24 giugno (notte di San Giovanni) da cui il nome popolare (erba di San Giovanni).

Come preparare l’Oleolito di iperico
Fiori di iperico, olio di girasole o di oliva
Mettere i fiori (raccolti in pieno sole dalle 12 in poi) in una ball coprirli con olio. E’ importante che il contenitore – ball – venga riempito a metà della sua capienza per fare in modo che il contenuto possa “respirare”. L’iperico è una pianta solare e lunare, poiché le sue infiorescenze si schiudono al sole e non si richiudono all’imbrunire, l’oleolito va lasciato macerare durante tutta la giornata anche di notte per il tempo di una lunazione 28 giorni. Dopo circa almeno 4 settimane si può filtrare.
L’olio di iperico è un valido rimedio in caso di scottature, ustioni ed eritemi solari. E’ un eccellente lenitivo doposole che non va però usato al posto della crema solare perché ha un effetto fotosensibilizzante, cioè durante l’esposizione al sole rende la pelle più sensibile agli effetti dannosi delle radiazioni.

L’Acqua di San Giovanni
Il 24 giugno, per San Giovanni, accadono secondo leggende diffuse in ogni paese europeo fenomeni contrastanti: da un lato la discesa di forze benefiche – solari e lunari – dall’altro l’apparizione di esseri malefici. Questa duplicità va ricondotta al simbolismo del solstizio estivo, ovvero all’inizio della fase discendente dell’anno, all’entrata nella caverna cosmica delle anime, dove convivono forze di segno diverso. La rugiada – per esempio – ha un segno positivo perché è analoga all’acqua battesimale di San Giovanni. Sicché la tradizione popolare afferma che la rugiada di San Giovanni preserva dalle tignole i panni stesi nella notte, ha la virtù di far ricrescere i capelli e di ringiovanire la pelle. A San Giovanni si traggono presagi per il futuro poiché Colui che si introduce nella caverna cosmica “conosce” il futuro. [18]

[18] Testo rivisto e tratto da un articolo di Alfredo Cattabiani intitolato “La Festa di San Giovanni” pubblicato sulla rivista Abstracta, giugno 1987.

Nella foto: L’acqua di San Giovanni, un’acqua profumatissima con cui era consuetudine lavarsi il 24 giugno. Come si prepara? In acqua di fonte si lasciano macerare all’aperto 7 piante tra cui l’iperico durante la notte di San Giovanni – a partire dal 23 notte fino all’alba del 24 giugno.  Quest’acqua è stata ottenuta con infiorescenze di iperico e lavanda, foglie di rosmarino, salvia, erba della Madonna (Sedum telephium), artemisia e ruta.