I commenti sono off per questo post

Maggio: tempo di ROSE e IRIS, un giardino fiorito senza pensieri

“Dovreste guardarle come un oggetto ricamato più che a un fiore” scrive la poetessa e botanica inglese di fine Ottocento, Vita Sackville West e continua “hanno una loro spiccata personalità e per ciò che riguarda la loro coltivazione, danno pochi pensieri”. Si riferisce alle rose antiche: la Rosa gallica, la Rosa damascena, la Rosa centifolia, la Rosa moschata, la Rosa cinese e la Rosa di Provins. Sono rose a cespuglio, libere di crescere spensieratamente, non posseggono né l’eleganza né lo splendore delle rose ibride, fioriscono una volta l’anno, ma sono generose in infiorescenze e profumazione.
Altri fiori di poche pretese sono le Iris fiorentina, germanica e pallida, chiamate comunemente “giaggioli”. Il nome “giaggiolo” deriva dal termine “ghiacciolo”, termine con il quale i contadini chiamavano l’Iris fiorentina riconoscibile per il fiore di color bianco-ghiaccio; da ghiacciolo a giaggiolo per la parlata popolare toscana il passo è breve. I rizomi di iris vengono messi a dimora a settembre in luoghi soleggiati e in terreni asciutti. Il giaggiolo non richiede acqua ma bensì tanto sole e regala delle fioriture generose tra fine aprile e maggio.

A maggio si consiglia la visita del Giardino delle Rose e il Giardino dell’Iris (foto di apertura) nei pressi di Piazzale Michelangelo a Firenze.