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La Calendula

La Calendula officinalis è una pianta rustica che raggiunge un’altezza di circa 60 cm. I suoi fiori doppi, giallo-arancio, sono simili a quelli delle margherite. Le foglie invece verde chiaro, lanceolate sono leggermente aromatiche.
In epoca medievale i fiori di calendula erano considerati l’emblema dell’amore: quando la calendula compariva in sogno significava che si sarebbe verificato qualcosa di bello. Senza alcun dubbio il giallo arancio dei suoi petali rallegra lo spirito.
Molto diffuso è l’uso delle infiorescenze in campo fitoterapico, alimentare e cosmetico. La calendula – in particolare i suoi fiori svolgono un’azione antinfiammatoria e cicatrizzante. L’oleolito è impiegato di consuetudine localmente su ematomi, geloni, piaghe… per lenire le punture di insetti.

Oleolito di Calendula
Fiori di calendula (abbondanti)
Olio di mandorle o di oliva a copertura delle infiorescenze raccolte (per uso familiare sono sufficienti 500 ml di olio)

I fiori vanno raccolti entro le 12, quando le corolle sono aperte a ricevere la luce e il calore dei raggi del sole. Posti dentro a un vaso di vetro – possibilmente panciuto – si coprono preferibilmente di olio di mandorle perché più delicato oppure con olio di oliva extravergine. La bocca del vaso va sigillata con della pellicola trasparente (mettetela anche doppia se ritenete necessario).
E’ importante che il contenitore – ball – venga riempito a metà della sua capienza per fare in modo che il contenuto possa “respirare”.
Trattandosi di una pianta solare e lunare, poiché le sue infiorescenze si schiudono al sole e si richiudono all’imbrunire, l’oleolito va lasciato macerare al sole durante tutta la giornata e ritirato la sera.
Dopo circa almeno 4 settimane si può filtrare.
L’oleolito prodotto può essere spalmato sulla pelle soprattutto d’estate .