Un giardino di spontanee
Progetto ideato e realizzato dall'Associazione Culturale L'Erba Canta in collaborazione con la Fondazione Angeli del Bello, con il contributo della Fondazione CR Firenze, per il bando "Partecipazione culturale periferie 2024"
Sempre più “small urban wildlife garden” vengono impiantati in tutto il mondo, per sostenere la biodiversità negli ecosistemi. Nel Parco di San Donato sono state realizzate due aiuole “didattiche” di piante spontanee con la partecipazione della cittadinanza e dei soci de L’Erba Canta e della Fondazione Angeli del Bello.
Qui di seguito condivideremo le basi teoriche del giardino spontaneo e la nostra esperienza pratica presentando la scelta botanica e le caratteristiche dei fiori selvatici che sono stati messi a dimora e seminati.
Perché il giardino spontaneo?
- Promuove l’incremento di biodiversità (in termini di specie e di habitat).
- Fa riflettere su nuovi rapporti di equilibrio e di rispetto tra esseri viventi (piante e umani) che condividono i medesimi spazi.
- Ripristina luoghi dove la vita può tornare ad essere libera di inventare se stessa, a patto di lasciarglielo fare.
- Invita a ricercare un approccio diverso di osservare la Natura. Tutte le piante, spontanee e coltivate, hanno eguale dignità, tutte contribuiscono al benessere dell'ecosistema giardino.
- Rispetta i tempi vegetativi delle piante. I fiori selvatici hanno un ciclo vitale breve, le fioriture sono prevalentemente primaverili, d’estate disseccano e vanno in riposo vegetativo. In autunno con le prime piogge alcune specie sviluppano nuovamente l’apparato fogliare per prepararsi a una seconda fioritura.
- Richiede capacità di osservazione. Le spontanee, spesso invisibili al nostro sguardo per le infiorescenze minute e poco vistose, non hanno fioriture permanenti e quindi necessitano di tutta la nostra attenzione.
La nostra scelta botanica
- CAMPANULA SELVATICA
- ELICRISO
- FIORRANCIO
- GIAGGIOLO
- GLADIOLO DEI CAMPI
- INULA A FOGLIA DI SALICE
- LAVANDA
- MARGHERITA COMUNE
- MILLEFOGLIO
- NIGELLA
- PAPAVERO
- ZAFFERANASTRO
Campanula trachelium
Famiglia: Campanulaceae
Il nome del genere Campanula è un chiaro riferimento alla forma del fiore. La parola non è altro che il diminutivo del tardo latino campana, termine che sottintende vasa campana, in riferimento a vasi in metallo fatti in Campania.
Trachelium, invece, deriva dal greco antico trachelos, che significa collo, probabilmente sempre in riferimento alla forma del fiore o all’uso che si faceva nella medicina popolare delle parti verdi per curare il mal di gola.
È una pianta erbacea perenne, durante l’inverno secca completamente, per germogliare nuovamente a primavera e fiorire con lunghe spighe di bei fiori azzurro-lilla.
Cresce nelle radure, nei boschi, sui bordi delle strade dal piano fino a 1500 m.
Fiorisce da giugno a ottobre.
Helichrýsum itàlicum
Famiglia: Asteraceae
Dal greco hélios, sole e chrýsos, oro, per la tonalità di giallo metallico e luminoso dei suoi fiori, itàlicum, perché tipica dei paesaggi italiani.
Ha un intenso e piacevole aroma che ricorda il curry, che si sprigiona nell’aria nelle ore più calde.
È abbondante nelle zone aride prospicienti il mare e, all’interno, nei luoghi rocciosi e pietrosi.
È un piccolo arbusto (suffrutice) che fiorisce tra maggio e giugno.
Calendula officinalis
Famiglia: Asteraceae
Calendula deriva dal latino calendae per il suo prolungato periodo di fioritura. Il nome officinalis invece proviene da officina, che significa "officina", ma anche laboratorio. Nel tempo ha acquisito il valore particolare di laboratorio farmaceutico, per cui in generale le piante con questo nome sono specificatamente piante medicinali.
E' citata come solsequiam (che segue il sole), nel Capitulare de villis attribuito all’Imperatore Carlo Magno nell’800 d.C. In tale documento il sovrano indicava regole di governo del suo territorio e raccomandava, tra le buone prassi agricole, la coltivazione nell’orto di una lunga lista di 89 piante, tra cui la calendula.
Pianta erbacea annuale o raramente biennale, è coltivata nei giardini, talvolta spontanea nei campi incolti o nei prati.
Fiorisce tra ottobre e giugno, con fiori riuniti in grandi capolini arancio vivo o giallo.
Iris pallida
Famiglia: Iridaceae
Il nome del genere Iris venne usato dal botanico greco Teofrasto nel IV secolo a.C. e significa arcobaleno. La specie viene chiamata pallida per il colore lilla chiaro.
Specie originaria dell’Asia Minore, da noi coltivata a scopo ornamentale e a volte presente anche allo stato selvatico, è molto resistente alla siccità e teme i ristagni di acqua.
È una pianta perenne dotata di un robusto rizoma e fiorisce tra aprile e maggio con fiori dal delicato profumo.
Gladìolus itàlicus
Famiglia: Iridaceae
Gladìolus in latino è una "piccola spada", italicus indica una specie indigena del nostro paese.
Il gladìolo macchiava di rosa porpora i campi di grano prima dell'impiego del diserbo meccanico e chimico in agricoltura.
È una bulbosa perenne che fiorisce in aprile-maggio.
Pentanéma salicinum
Famiglia: Asteraceae
Pentanéma deriva dal greco e significa “con cinque fili”, perché alcune specie di questo genere hanno il pappo di soli cinque peli piumosi che permettono al piccolo frutto di volare trasportato dal vento. Salicinum indica la forma delle foglie che ricorda quelle del salice.
Vive nelle radure dei boschi, su pendii cespugliosi, anche nei prati.
È una pianta erbacea perenne, durante l’inverno tutta la vegetazione secca per rinascere in primavera; fiorisce con bei capolini color giallo oro in maggio-giugno, talvolta anche in autunno.
Lavandula x intermedia
Famiglia: Lamiaceae
Il nome del genere deriva dal verbo latino lavare di ovvio significato. In questo caso il segno X seguito dalla specie indica che non si tratta di una pianta selvatica, ma di un ibrido, tra le due specie Lavandula angustifolia e Lavandula latifolia, scoperto in Francia nel 1828 nella regione delle Basses Alpes
La lavanda è un piccolo arbusto perenne sempreverde, con fogliame lanceolato verde grigio, profumato, predilige i terreni calcarei ben drenati, ma si adatta anche a terreni argillosi e compatti.
Fiorisce tra giugno e luglio con le ben note spighe azzurro-violette.
Leucanthemum vulgare
Famiglia: Asteraceae
Il nome del genere Leucanthemum deriva dal greco leukos che significa bianco e da anthos ossia fiore.
Il termine vulgare che indica la specie, significa che è, per meglio dire era, comune: oggi non lo è più tanto, a causa della diminuzione dei prati da fieno.
È il fiore con la effe maiuscola: quando ci dicono disegna un fiore, facciamo una margherita.
Pianta erbacea perenne che cresce negli incolti e nei prati, al sole, crea un delicato tappeto di rizomi e foglioline che si allargano a macchia.
Fiorisce tra maggio e giugno, talvolta anche in autunno.
Achillea millefolium
Famiglia: Asteraceae
Il nome del genere Achillea ricorda la storia di Achille, tramandata dallo storico e naturalista Plinio il Vecchio nel I secolo d.C., in cui si narra che Achille impiegò questa pianta per guarire le ferite dei suoi compagni.
Il nome della specie millefolium ricorda le numerose e fini incisioni della foglia.
È una pianta erbacea perenne, con sottili rizomi che creano un tappeto. Durante l’inverno secca completamente, per germogliare nuovamente a primavera e fiorire con ombrelle bianco-rosate tra maggio e luglio.
Pianta medicinale e aromatica, in natura vive nei prati, negli incolti, ai bordi delle strade.
Nigella damascena L.
Famiglia: Ranunculaceae
Il nome del genere Nigella deriva dal latino nigrum (nero), poiché i suoi piccoli semi sono neri come il carbone.
Pare che il termine damascena derivi proprio da Damasco: in tempi molto lontani, qualche suo seme era probabilmente nei sacchi di grano importati dall’Asia Minore.
La nigella era (e lo è ancora in qualche rara circostanza) una pianta infestante delle graminacee.
Pianta annuale cresce negli oliveti e nei vigneti, nei prati assolati e asciutti, ai bordi delle strade.
Fiorisce tra maggio e giugno.
Papaver rhoeas
Famiglia Papaveraceae
L’etimologia dei due nomi che compongono il genere e la specie non è certa; esistono varie ipotesi tra cui la più probabile per il genere sembra derivare dall'arabo papámbele che a sua volta deriverebbe dal sanscrito papavara, ossia succo pernicioso, in riferimento al succo del Papaver somniferum, il papavero da oppio.
Il nome rhoeas lo ritroviamo nell’opera dello storico latino Plinio, che la considera a metà tra le selvatiche e le coltivate, “perché nasce nei campi, ma è spontanea”.
È una pianta annuale che un tempo popolava le colture di cereali, oggi è meno diffusa per l’impiego dei diserbanti.
Fiorisce tra aprile e giugno.
Sternbergia lutea
Famiglia: Amaryllidaceae
Il nome del genere è in onore di Kaspar Maria von Sternberg, botanico nato vicino a Praga nel 1761. Il nome lutea, da luteus, che in latino vuol dire giallo come i suoi fiori.
Pianta bulbosa perenne, a fine estate compaiono le infiorescenze giallo acceso prima della completa crescita delle foglie, che rimangono verdi e lucide durante tutto l’inverno fino ad aprile-maggio. Seccano e scompaiono durante la stagione calda e secca.
È presente in tutto il bacino del Mediterraneo, spontaneo nei prati e negli incolti aridi dell’Italia centro meridionale.
Come realizzare delle aiuole di spontanee?
Il nostro percorso è iniziato con una lezione teorica sul giardino selvatico e un'osservazione pratica di quante poche piante purtroppo abitano un metro quadrato del nostro verde urbano. E' proseguita con una carrellata di esempi di giardini di piante spontanee presenti in Europa e nel mondo, offrendoci un variopinto universo di suggestioni per realizzare le nostre due aiuole nel Parco di San Donato di Novoli.
Qui le fasi di sviluppo del nostro progetto, commentate dalla documentazione fotografica.
1) Analisi empirica del terreno (Ph e granulometria del suolo)
2) Esposizione solare
3) Progettazione degli spazi: definizione delle dimensioni delle aiuole
4) Scelta delle piante spontanee: quali annuali e quali perenni
5) Lavorazione del terreno: togliere la cotica erbosa, smuovere la terra con zappa e vanga, in base alle piante prescelte e al tipo di suolo valutare se è necessario effettuare una concimazione moderata con stallatico e arricchire con sabbia per garantire maggiore ariosità e sofficità al terreno.
6) Messa a dimora delle piante e semina.
7) Cura delle aiuole con annaffiature costanti il primo anno e controllo delle eventuali infestanti.
PROGETTO A CURA DI…
IDEAZIONE e SVILUPPO PROGETTO: L’Erba Canta
L'Erba Canta, dal 2016 propone ESPERIENZE in NATURA: trekking di uno o più giorni, camminate in città e organizza laboratori di riconoscimento di piante spontanee allo scopo di tessere un rapporto più autentico con la Natura.
->Stesura del progetto a cura di:
-Cristina Michieli, fondatrice dell’associazione culturale L’Erba Canta, Guida Ambientale Escursionistica, è socia dell’Associazione Italiana di Fitoalimurgia. Da sempre promuove la cultura dell’autoproduzione e si occupa di alimentazione e cucina naturale. E’ autrice del libro “Piante spontanee in cucina”.
-Isabella Devetta, laureata in Scienza Agrarie, è stata titolare per 25 anni dell'Azienda Agricola Rosa di Magliano, ora in gestione a uno dei figli, dove si coltivano rose antiche per la produzione di sciroppi e conserve. Svolge attività di giardiniera e progettista con particolare attenzione all'ecologia, alla flora spontanea e fitoalimurgica. Vive nel Chianti.
MANUTENZIONE e CURA SPAZI: Fondazione Angeli del Bello
La Fondazione Angeli del Bello promuove e organizza attività rivolte alla tutela dei beni comuni con un'ottica di riqualificazione degli spazi urbani.
Alessandra Zecchi è la coordinatrice del progetto per la fondazione.





























